BOVINO:IL BORGO DELLE SETTE CHIESE

Bovino, in provincia di Foggia al confine con la Campania, che oltre a essere uno dei borghi più belli d’Italia, è stato selezionato come Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano a fine 2013. Nel suo centro storico si erge imponente il Palazzo Ducale, importante edificio difensivo e antica residenza nobiliare.

Oltre alla splendida cattedrale, a Bovino si contano sette chiese, alcune imperdibili come la chiesa di San Pietro, quella del Carmine, la neoclassica S. Maria delle Grazie, la chiesa del Rosario, le quattrocentesche chiese dell’Annunziata e di S. Francesco, quella dei Cappuccini. Il resto della ricchezza è sparso nel panorama di casette bianche, scalinate ripide tra i viottoli e la campagna circostante. Se passate di qui, gustatevi la genuinità dei prodotti fatti in casa: la pasta (orecchiette pugliesi in primis) e i biscotti con le mandorle. Per lo shopping, l’artigianato locale propone oggetti lavorati in ferro o in pietra, e i ricami.

Guarda il video, di Bovino ne parla anche #allefaldedelkilimangiaro: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dd1450b7-8d01-4efe-9e52-1e7626d79d48.html

 

Il nome "Bovino" deriva dal latino Vibinum, un centro osco-sannitico già sotto il dominio di Roma quando vi si accampò Annibale, nel 217 a.C., prima della battaglia di Canne. Alcuni sostengono che la battaglia fra Annibale ed i Romani non si svolse a Canne bensì nei pressi di Castelluccio Valmaggiore, nella valle del Celone.

Centro fortificato nell'alto Medioevo, nel 969 fu assediato dal longobardo Pandolfo Testadiferro che lo strappò, così, ai Bizantini con l'aiuto di Ottone I di Sassonia, riportandolo alla sovranità del Ducato di Benevento. Sede vescovile dal 971, fa parte oggi dell'arcidiocesi di Foggia-Bovino.

A partire dal XIII secolo la città fu devota alla Vergine, Nostra Signora di Valleverde, apparsa nel 1265 al giovane legnaiuolo Niccolò[7], e in suo onore fu costruito un santuario. Durante il brigantaggio risorgimentale Bovino fu occupata dalle bande di Carmine Crocco di Rionero in Vulture, con il supporto del suo luogotenente Giuseppe Schiavone diSant'Agata di Puglia.

Il duomo, eretto nel X secolo in stile bizantino, fu profondamente rimaneggiato nella seconda metà dell'XI secolo quando assunse sembianze romaniche. Ricostruito nel XIV secolo, venne restaurato nel 1935. All'interno si rilevano il sepolcro del vescovo Giustiniani risalente al 1608, un coro barocco dei primi del Settecento e un pregevole dipinto attribuito a M. Preti intitolato San Sebastiano.

Fonte:Wikipedia e Capolavoro italiano

 

 

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