Edificato nel XV secolo, Palazzo Dogana è uno degli edifici più antichi di Foggia.

Ospitò un tempo, dal 1761 al 1806, la Regia Dogana della Mena delle Pecore, fino a quando non cessò di esistere l’istituto della transumanza. Da quel momento il palazzo divenne una sorta di Albergo delle Istituzioni: è stato, infatti, sede dell'Amministrazione del Tavoliere, dell'Intendenza, delle Regie Poste, della Pubblica Sicurezza, della Tesoreria Provinciale, del deposito di sale e tabacchi, della Prefettura, della Questura, della Biblioteca provinciale e dell'Archivio di Stato. Dal 1861, con l'Unità d'Italia, Palazzo Dogana è sede della Provincia e, al piano terra, presta i suoi spazi alla Galleria provinciale di arte moderna e contemporanea. L’edificio ospita inoltre l'Archivio di Stato che conserva documenti originali risalenti all'età Moderna, fondamentali per la conoscenza storica della Capitanata.

Foggia Piazza XX Settembre

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Il figlio di Federico II di Svevia, Manfredi volle l’ edificazione di questo castello, nel XIII secolo, ai piedi del Gargano, a difesa della città di Manfredonia appena nata per accogliere gli abitanti della vicina Siponto divenuta inospitale a causa delle paludi e delle guerre. Durante il periodo angioino assunse la forma quadrangolare e un impianto più complesso per poi essere dotato, durante il periodo aragonse, di una seconda cinta muraria esterna. Oggi il castello ospita l’ importante Museo Nazionale Archeologico, aperto tutti i giorni, accessibile a disabili in carrozzina ricco di esposizioni che illustrano la storia dell’ antico territorio sipontino e garganico. Si segnala, per pregio e singolarità, la mostra delle stele Daunie: lastre rettangolari in pietra calcarea raffiguranti
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A pochi chilometri da Lecce, nei pressi di Vernole, incantevole e quasi sconosciuto, il piccolo borgo di Acaya è uno dei pochi esempi di città fortificata giunto fino ai nostri giorni quasi intatto. Ad Acaya, chiamata in antichità Segine, il barone Alfonso, riconoscendo il valore strategico del luogo, nel 1506, promosse la ricostruzione del castello a protezione del villaggio e, dopo di lui, il figlio Gian Giacomo conferì allo stesso i caratteri della città ideale del Cinquecento riprogettando anche l’ intero piano urbanistico e rinforzando le difese militari.
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