100 sfumature di bianco: Puglia, paesaggi, valori e tradizioni

Cento sfumature di bianco segnano questa Puglia, ne disegnano l'identità, la cultura, l'anima.

Il tripudio di colori non manca in questa terra, questo tacco d'Italia che conquista anche attraverso le cromie dei suoi paesaggi, panorami fatti di tinte camaleontiche, a seconda delle ore del giorno che, come pennarelli sulle mani dei bimbi, allegre sporcano l'anima di chi osserva. Ma è il bianco a segnare la memoria di chi transita in Puglia, ad illuminarne i ricordi, le emozioni che si intrecciano con le radici di questo popolo.

 

La calce

E' anzitutto il bianco della calce, in Puglia, in aperta campagna, si adagia burroso sulle pietre dei muretti a secco, sui fieri prospetti delle antiche masserie, risalta sulle spesse murature che sorreggono i pesanti coni grigi dei trulli. Un bianco che è parte di scenari inattesi, di tanti scorci rurali e di piccoli borghi, tappezza strette viuzze e circonda le porticcole negli storici centri dei paesi. In Valle d'Itria c'è Ostuni, cittadella che troneggia candida dall'alto della sua collinetta e affianca il passeggio dei passanti lungo le sue stradelle. C'è Locorotondo, dove il bianco si posa come latte, silenzioso, scende elegante, disegna il profilo perfetto di questo borgo e sorregge i tetti a punta delle sue caratteristiche abitazioni, le cummerse. C'è il bianco di Cisternino che fa da spalla ai colori accesi dei fiori che adornano i balconi, quello di Martina Franca, interrotto qua e là da disegni barocchi. Questo è il bianco della calce, un bianco che è lì dai tempi della peste, quando ancora era soltanto una scelta igienica, ma che il passare del tempo ha reso spesso grazie alla danza di lente pennellate, gesti di cura, anno dopo anno, strato dopo strato, si è trasformato in un bianco simbolo di amore per la propria dimora, per la propria terra, per la propria Puglia. Questo è il bianco della calce che riflette e illumina, che ricopre la dura pietra come fosse panna e accompagna una silenziosa frescura.

 

Il sale

Sul Gargano la sfumatura cambia, il bianco è quello fatto di cristalli di sale, più duro nella sua forma, brilla, luccica spigoloso lungo i chilometri di costa della Riserva di Margherita di Savoia, si distende come un enorme tappeto e si lascia massaggiare dai passi eleganti dei fenicotteri rosa, poi si staglia in cumuli, gioca con i raggi del sole, crea riflessi, sembra vantarsi del suo splendore.

 

La penitenza

Poi ancora il bianco sacro, il bianco della penitenza, delle colpe da espiare, un bianco che pesa sui figuranti incappucciati che procedono lentissimi, passo dopo passo, dondolando sotto il peso di croci, statue di santi con i rosari tra le mani, è il colore della pena e della preghiera devota.

 

Il corredo

Nel Salento il bianco nasce da un punto, a Croce, Assisi, punto Erba, punto Ombra, mezzo punto, nasce dai gesti minuti delle mani delle ricamatrici sulla porta degli usci, prende vita attraverso una silenziosa e antica fatica, patrimonio d'arte e fantasia. Questo bianco disegna e gioca con spazi vuoti e pieni, orna stoffe, crea merletti. Tale sfumatura di bianco è carica di artigiana maestria e porta con se un bagaglio di storia e tradizione. E' il bianco del corredo, è una promessa, un impegno, un bianco che veniva esposto, valutato per la sua qualità e ricchezza, giudicato per poter dare in sposa la propria figlia.

Queste sono solo alcune delle cento sfumature di bianco che percorrono questa terra, disegnano paesaggi, mostrano valori, tengono in vita usanze e tradizioni.

A voi ne vengono in mente altre?

 

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